Tutto ciò che devi sapere sui farmaci venduti online

E’ un mercato in grande crescita che promette di aumentare sempre di più il suo fatturato nei prossimi anni. D’altra parte si acquista tutto tramite il web e così anche i farmaci entrano nei carrelli virtuali delle famiglie, dove sempre più, almeno un suo componenente, ricorre agli acquisti online.
D’altra parte anche il considerevole aumento dell’età e una propensione ad un maggior controllo dello stato di salute induce a un maggior uso dei farmaci. Da tutto ciò si dedice con facilità che è un campo di acquisto che non tenderà affatto a ridursi, anzi gli indici di consumo prevedono picchi nel settore, addirittura stimati fino al 30% annuo. Quello che viene maggiormente richiesto sono i cosmetici, i prodotti omeopatici e i dispositivi medici e la cura del corpo.

La normativa

Si può effettivamente acquistare farmaci online in sicurezza?
Intanto occorre ricorrere alla legge di settore regolata dall’articolo 112-quater del decreto legislativo n. 219 del 24 aprile 2006 e successive circolari emanate dal
ministero della Salute nel periodo comprso tra gennaio e maggio del 2016 che riguardano le modalità di vendita su internet e tutte le metodologie con cui applicarle.

In Italia esiste una normativa rigida in fatto di vendita di medicinali, per la quale occorre una prescrizione medica obbligatoria; anche online, dunque, si possono vendere solo i medicinali per i quali non è richiesta alcuna richiesta medica: questo non cambia.

L’e-commerce, infatti, prevede la possibilità di acquisto di tutti quei prodotti che non hanno l’obbligo della prescrizione (Sop) e i farmaci da banco (Otc) i quali sono espressamente compresi in un apposito elenco consultabile sul sito dell’Aifa. Quindi non si può acquistare via web ciò che non si potrebbe prendere in una farmacia fisica senza la ricetta relativa.

L’attività di vendita può essere esercitata per i prodotti industriali; pur non essendo prevista alcuna ricetta per i prodotti officinali, questi non possono essere venduti su internet, in base agli articoli del decreto numero 219. Possono vendere medicinali solo coloro che hanno già la licenza e l’autorizzazione del ministero della Salute per la vendita sul territorio. Non è prevista alcuna sezione per la grande distribuzione all’ingrosso di medicinali.

Restrizioni per la vendita

Abbiamo chiesto a diverse farmacie certificate per la vendita di farmaci online, se è davvero difficile vendere farmaci sul web con tante restrizioni. Il personale della farmacia online AmaFarma ci dice che effettivamente è diventato quasi proibitivo vendere prodotti farmaceutici sul web per chi non è certificato dal Ministero della Salute.

Secondo quanto previsto dalla normativa attuale, il sito di vendita di medicinali online deve essere improntato con dei caratteri fissati. Le pagine devono essere distinte per i farmaci Sop e Otc e deve comparire il logo identificativo nazionale, per distinguerli da quelli di altra natura (prodotti di parafarmacia, dispositivi medici, integratori). Mentre è fatto assoluto divieto di sponsorizzare i prodotti, è possibile riportarne l’immagine degli involucri tramite fotografia. Non devono essere promosse azioni che inducano all’acquisto, vantando per il prodotto, proprietà curative inesistenti.

La struttura della vetrina virtuale deve, quindi, rispettare determinate norme che perlopiù cercano di porre dei paletti e non consentire promiscuità dei prodotti da poter ottenere con e senza prescrizione.

I farmaci da banco

La possibilità, infatti di poter prendere anche un farmaco da banco (FdB) che può essere identificato anche con il nome di OTC (dall’inglese Over The Counter) rimane come nelle farmacie fisiche.

Questi prodotti sono stati a monte controllati e certificati da un’agenzia governativa, nella maggior parte degli stati, il che assicura il fatto di poterli utilizzare senza pericolo anche senza ricetta medica. Solitamente sono catalogati in base al loro principio attivo e sono stati introdotti con la liberalizzazione data dal decreto Bersani del 2007 che prevede la possibilità di aprire una parafarmacia anche all’interno di esercizi commerciali, ma evidentemente separata da altri reparti e gestita da un farmacista abilitato.

La pubblicità per i farmaci da banco è concessa, ma alle condizioni che non sia ingannevole, sempre nell’ottica di tutelare il consumatore finale.

Il messaggio deve essere chiaro e deve sempre riportare la dicitura ‘leggere attentamente le avvertenze’ senza indurre all’autodiagnosi e suggerire di non ricorrere al medico. Il prodotto deve essere presentato senza alcuna incertezza come medicinale e non deve riportare dichiarazioni di scienziati o personaggi conosciuti. Neppure lo si può equiparare a prodotti naturali.

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